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A sinistra, il primo statuto del Tribunato. A destra, la bozza coi cambiamenti proposti rispetto all’ultima versione approvata nel 2016

Argomento di primo piano dell’assemblea del Tribunato di Romagna, svoltosi l’11 luglio 2021 a Bertinoro è stato l’approvazione del nuovo statuto, che va a sostituire quello approvato nel 2016. Il primo Tribuno, Franco Albertini, ha affidato a Vittorio Argnani il compito di relazionare su questo fondamentale tema.

La prima precisazione a questo proposito è che la modifica del precedente statuto è stata resa necessaria dal cambiamento verificatosi al vertice del Consorzio Vini di Romagna. Fin dal 1967, al presidente del Consorzio spettava di diritto il ruolo di primo tribuno vicario del Tribunato. La nuova presidenza di questo Ente non ha però riconosciuto questa procedura consolidata, per cui si è reso necessario por mano ad una modifica dello statuto, che d’altra parte già nella precedente stesura (2016) aveva previsto il cambiamento del nome dell’associazione da “Tribunato dei Vini di Romagna” a “Tribunato di Romagna”.

Il Tribuno Vittorio Argnani (in primo piano) relaziona sulle modifiche allo statuto

Coerentemente allo scioglimento del vincolo che legava strettamente il Tribunato al Consorzio Vini di Romagna, la sede del Tribunato è stata spostata da Tebano a Bertinoro, dove un locale adeguato è stato generosamente concesso presso la sede universitaria che si trova nell’antico castello. A questo punto si è riesaminato l’intero statuto, ed un altro punto su cui intervenire è apparso subito la troppo stretta periodicità – un anno – delle elezioni del Praesidium  dei Tribuni, che di conseguenza è stata portata a due anni. Un’altra modifica resasi necessaria in seguito al cambiamento del rapporto con il Consorzio Vini di Romagna è stata quella concernente la figura del Primo Tribuno vicario, del quale, nel nuovo statuto, è prevista la nomina da parte del praesidium come primo atto dopo l’elezione dei suoi quattro membri nel corso dell’assemblea ordinaria. Particolare attenzione è stata posta sulle figure dei sindaci revisori, che a differenza degli altri ruoli hanno il compito di vigilare esclusivamente sulla correttezza amministrativa del Tribunato, senza poter intervenire in alcun modo sulle scelte e sulle strategie deliberate dal praesidium. Fra le modifiche allo statuto, una prevede infine la possibilità, per il Primo Tribuno, di invitare alle riunioni del praesidium il primo tribuno che l’ha preceduto nella carica, garantendo così la necessaria continuità d’azione e una preziosa consulenza, ma senza facoltà di voto.

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