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“Mo vo chi siv?”. Il romagnolo fra i tanti suoi difetti (per alcuni) o pregi (per tanti altri tra cui noi che in Romagna ci siamo nati) annovera la dissacrazione sistematica. “L’è un dutor, un’autorité in te su lavor” magari è la risposta alla prima sfacciata domanda. Ma il romagnolo caparbiamente insiste: “A jò capì, mo csa fal?” E qui i titoli non contano più: ci vuole la sostanza.

A sinistra, il Primo Tribuno uscente, Franco Albertini, a destra il neo eletto Giordano Zinzani

Bene. Questa strana introduzione mi è balzata in mente avendo deciso di scrivere qualcosa a proposito del nuovo Primo Tribuno, Giordano Zinzani, una persona il cui nome conoscevo fin dalla metà degli anni Settanta, quando me ne parlava mia moglie Gianna, allora segretaria della grande cooperativa frutticola PAF (Produttori Agricoli Faentini) ora Agrintesa. Della sua carriera sapevo poco o nulla, i nostri settori operativi erano troppo distanti: io le motociclette, lui il vino, cose romagnole per entrambi, ma indubbiamente distanti. Certo, ogni tanto leggendo i giornali vedevo comparire il suo nome e me ne compiacevo: ho sempre apprezzato chi nel suo lavoro, con competenza e con le idee, senza gli odiosi favori da restituire, riesce a progredire. Oggi però, per scrivere queste righe con le informazioni giuste (quella “sostanza” di cui parlavo prima) sono stato costretto a leggermi il curriculum vitae di Giordano Zinzani e vi dico subito una cosa: fa paura!

Giordano Zinzani

È fatto di titoli, sì, tanti: Presidente qui, Presidente là, Accademico qui, Accademico là, ma la sostanza fra le righe emerge di prepotenza.  Zinzani è un enologo, un tecnico del vino, uno che per tutta la vita si è dedicato al miglioramento di un prodotto che una volta si faceva in famiglia, che in realtà (ben ricordo quello che faceva mio nonno dopo che gli avevo pigiato l’uva coi piedi) era carente di qualità e spesso non aveva nemmeno un buon sapore, ma che grazie alla tecnica vinicola moderna – affinata negli anni da Zinzani e dai suoi seguaci, è diventato quello che oggi si chiama “un’eccellenza”. Leggetevi questo curriculum che pubblico in sintesi.

L’enologo Giordano Zinzani è nato a Faenza nel 1954, si è formato all’istituto superiore statale con ordinamento speciale per la viticoltura e l’enologia di Conegliano e nell’agosto del 1975 è stato assunto in qualità di tecnico della cantina sociale Produttori Vini Tipici di Modigliana, dove ha seguito sia le fasi di vinificazione che l’imbottigliamento dei vini e l’elaborazione dei vini spumanti. Nel 1979 è diventato responsabile tecnico del consorzio di cantine sociali COROVIN e nel 1984 è passato alla CAVIRO, consorzio leader in Italia nel settore enologico, dove ha occupato diversi ruoli fra cui la Direzione Assicurazione Qualità, la Direzione Enologia e Servizi, Sviluppo Soci. Relatore in numerosi convegni e seminari in Italia e all’estero, ha pubblicato numerosi articoli di carattere tecnico e libri tecnico/divulgativi.

Dal 1990 al 2013 è stato presidente della sezione Romagna Assoenologi e consigliere nazionale e dal 1999 componente della delegazione italiana dell’Union Internationale des Enologues con sede a Parigi. Dal 2002 è componente del gruppo di lavoro ‘Pratiche enologiche’ in rappresentanza del Copa-Cogeca, alla Commissione europea Direzione Generale dell’Agricoltura a Bruxelles. Accademico aggregato dal 2005 dell’Accademia italiana della vite e del vino, dal 2011 ne è accademico corrispondente. Dal 2008 al 2020 è stato presidente del Consorzio Vini di Romagna e componente del Cda di Federdoc a Roma. Dal 2014 è consigliere del Consorzio vino Pignoletto Emilia-Romagna e dal 2015 al 2018 del Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena. Dal 2016 è membro del Comitato scientifico di Equalitas srl, ente sorto con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità delle filiere agroalimentari e del vino in primis. Il 15 dicembre 2017 è stato nominato accademico corrispondente dell’Accademia nazionale dell’agricoltura con sede a Bologna, mentre il 1° maggio 2018 gli è stato conferito il titolo di “Maestro del lavoro”. Attualmente e anche Presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica 100 km del Passatore, che organizza la Firenze-Faenza. Da luglio 2020 è Presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna.

Giordano Zinzani fra i filari

Tribuno del 1993, in occasione della nomina a Primo Tribuno ha dichiarato: “Per me un onore arrivare a ricoprire tale carica. Nonostante i molti impegni professionali, con l’aiuto degli amici Tribuni mi dedicherò con passione al nuovo incarico, in continuità con quanto fatto in questi anni dal Tribunato, ma cercando anche di coinvolgere maggiormente il pubblico, a partire ovviamente da tutti i cittadini romagnoli. Perché la cultura e le tradizioni della Romagna rimangano vive fra la gente. Vista la mia formazione professionale e la mia vita lavorativa, un occhio di riguardo sarà dedicato al settore del vino, a partire dal rilancio del concorso enologico “Vino del Tribuno”, dopo lo stop di questi anni causa Covid”.

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