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“Ciao, Luigi, sono Aldo. Purtroppo ti devo comunicare una brutta notizia: ieri notte è mancato Bruno. Si è sentito male durante il giorno, è stato ricoverato all’ospedale di Faenza, ma questa volta non ce l’ha fatta”. Ho ricevuto questa telefonata martedì 26 gennaio mattina e confesso che io, pur fatalista di carattere, pur convinto che la morte sia quasi sempre da intendere come la dissolvenza finale del video della vita, ci sono rimasto malissimo. Non mi capitava da tempo.

Una recente foto di Bruno Baccari

Bruno era Bruno Baccari di Modigliana, conosciuto anche come “Brunino” perché non era certo un gigante fisicamente, anche se lo era, per opinione universalmente condivisa, quanto ad umanità, simpatia, cultura, apertura mentale e disponibilità. È facile e frequente commemorare una persona scomparsa riempendola di qualità postume e farisaiche. Parlando di Bruno è impossibile. Chiedete in giro, e tutti vi confermeranno queste sue doti. Potreste cercare il parere dei nemici, ma non ne troverete. Né a Modigliana, né altrove. Bruno Baccari era un Tribuno, la sua cultura ne giustificava l’appartenenza. Ed era anche un personaggio noto in tutto il mondo pur se nel ristrettissimo ambito degli appassionati di motociclette d’epoca e soprattutto di marca Parilla.

Il libro scritto da Bruno Baccari sulla Moto Parilla. Pesa 4 kg...

Sulla storia di questa industria, sorta nel secondo dopoguerra a Milano, Bruno era l’indiscusso punto di riferimento. Nella prefazione dell’enciclopedico volume che le dedicò nel 2006, Angelo e Achille Parrilla, figli del fondatore dell’azienda, scrissero di lui: “Quest’impresa, che abbiamo giudicato talvolta irrealizzabile, è stata portata a compimento da Bruno Baccari, l’indiscusso e insostituibile conservatore del Registro Internazionale Storico Parilla. Bruno per primo sognava di poter esternare il suo coinvolgimento, maturato in quarant’anni di ricerche giornaliere. Siamo certi che le sue infinite fatiche nel comporre questo mosaico lo appagheranno per la facilità di lettura e di comprensione…”. Pur avendo una cultura che andava ben oltre, ampliandosi soprattutto con una vasta e approfondita conoscenza della storia locale, Bruno – romagnolo DOC – non poteva non amare le motociclette. Un amore che risaliva all’infanzia, quando frequentava la concessionaria di moto paterna in cui si vendevano Ducati, Gilera, e anche le evidentemente per lui più coinvolgenti Parilla.

Il celebre vignettista Giorgio Serra “Matitaccia” era uno dei tanti amici di Baccari. In questa vignetta Bruno è il primo, con la corona di spine in testa

Nel 1957, appena diciassettenne, riunì un gruppo di amici motociclisti e con loro fondò il Moto Club Modigliana, del quale fu presidente, sempre riacclamato tale fin quando non decise che era giunta l’ora di passare il testimone. In questo sodalizio sono maturati nel tempo piccoli e grandi atleti, alcuni diventati protagonisti di rango nazionale e internazionale, come Giorgio Tedioli e Gian Maria Liverani, campione italiano Trofeo Honda 500 nel 1986 il primo, e tre volte campione italiano classe 600 Super Sport, nonché pilota Superbike nel campionato mondiale della specialità il secondo. Oggi il Moto Club Modigliana vanta un tecnico di altissimo valore e prestigio nella persona dell’ingegner Matteo Flamigni, da 17 anni telemetrista di Valentino Rossi. La citazione di questi sportivi di rango era d’obbligo anche in questa triste occasione, perché tutti cresciuti respirando la straordinaria passione diffusa da Bruno Baccari.

Una passione che si è tradotta anche in un museo da lui costruito, pezzo per pezzo, con rigore storico, ricerca certosina e pazienza infinita nel restauro di oltre 50 motociclette Parilla corredate di manualistica, poster autentici e accessori. Un museo monomarca, collocato nella sua casa a un paio di chilometri da Modigliana, che ogni anno è visitato da gruppi e singoli cultori del marchio provenienti da tutt’Italia e anche dall’estero.

Baccari illustra alcuni “pezzi” del suo museo ad un gruppo di visitatori

Il suo libro reca nell’ultima di copertina questa citazione di Friedrich Nietzsche: “Da quando ho imparato a camminare, mi piace correre”. E lui, Bruno, nella vita ha sempre corso. Non in competizioni di velocità, ma impegnandosi “a tutto gas” in tutto ciò che giorno dopo giorno la vita gli proponeva: la famiglia, la professione, le iniziative sue e altrui, sempre con la massima responsabilità, disponibilità, e col sorriso sulle labbra. Sposato con Maria, che ha sempre condiviso e assecondato le sue passioni, lascia due figli: Claudio e Cesare e lascia soprattutto un ricordo indelebile. Chiudo con un’altra citazione pubblicata sul suo libro. Questa è di Paulo Coelho: “Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni”.

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