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Lo scorso sabato 19 novembre 2022 si è tenuta a Santarcangelo di Romagna la Tornata n. 287 del Tribunato di Romagna, avente come tema “I valori della cultura e della ospitalità nell’epoca della globalizzazione”. A seguito dell’assenza del Primo Tribuno e del Dr. Davide Cangini, l’incontro è stato condotto dal Tribuno vicario, congiuntamente agli Amici Tribuni di Rimini e Val Marecchia e dal Prof. Gianluca Riguzzi, rappresentante di zona del Tribunato.

L’incapparellamento del nuovo Tribuno, Carlo Serafini, secondo da destra nella foto

La perfetta organizzazione ha consentito di attuare puntualmente il programma dei lavori che sono stati aperti con la lettura del messaggio inviato del primo Tribuno e con l’Incapparellatura del nuovo Tribuno Dr. Carlo Serafini presentato dai Tribuno Rossi, con molta simpatia e arguzia, come un burbero ma di animo generoso da vero buon Romagnolo. Purtroppo era assente anche l’Assessore al Bilancio del Comune di Rimini dr. Emanuele Zangoli causa influenza. Il Tribuno Riguzzi ha presentato i relatori, la Dr.ssa Chiara Astolfi della Regione Emilia-Romagna e Direttrice di “Destinazione Turistica Romagna e Visit Romagna” e il Prof. Lorenzo Succi di Uni.Rimini, esponendo i loro curricula, le loro grandi e approfondite esperienze nel settore dello sviluppo delle attività turistiche, in relazione alla evoluzione sociale, e alla rapidità della comunicazione in un sistema turistico sempre più globalizzato.

La dottoressa Chiara Astolfi

La Dr.ssa Chiara Astolfi ha illustrato le linee di sviluppo del settore  promosse dalla Regione Emilia-Romagna, sempre più orientate alla valorizzazione del territorio e al coordinamento delle risorse storiche, culturali e delle tradizioni, che caratterizzano le diverse zone delle “Romagne” ed hanno, spesso, reso difficile la creazione di programmi comuni per migliorare la filiera del turismo e il collegamento con le altre attività produttive (agricoltura, industria, infrastrutture di servizio, terme e fiere, amministrazioni pubbliche). Per riordinare il sistema turistico regionale, sulla base delle nuove esigenze di una società informatizzata, curiosa e in continua mobilità, la Regione ha emesso alcune leggi e regolamenti, che hanno consentito la creazione di aree che pur presentando diverse origini e condizioni socio-economiche, nel tempo si sono integrate mantenendo un sano antagonismo creativo e produttivo ma difficile da coordinare. Nel caso della Romagna è stata creata una “Area Vasta” che comprende le province di Rimini, Forli-Cesena, Ravenna, Ferrara e la parte orientale della provincia di Bologna (Imolese). L’Area Vasta è un Ente pubblico regionale, come ha ben illustrato la Dr.ssa Astolfi, che opera per una riprogrammazione del turismo in funzione dell’ambiente e delle  stagioni, considerando  le infrastrutture e servizi presenti, avvalendosi delle Amministrazioni locali e delle Organizzazioni di categoria (associazioni albergatori, bagnini, artigiani, ristoratori, agricoltori, industria), che devono stimolare  una progettazione innovativa, legata alle nuove richieste di un turista che vuole vivere il territorio che ha scelto per la propria vacanza.  Sono stati costituiti i Centri IAT (Informazione e Assistenza Turistica), che forniscono le informazioni ai turisti, stimolano le collaborazioni fra le varie attività produttive nonché la professionalità e formazione degli addetti alla nuova tipologia di turismo. In conclusione sono state evidenziate le linee di del futuro sviluppo del settore turistico romagnolo, sottolineando la presenza della Provincia di Ferrara, mettendo in evidenza la necessità della integrazione e programmazione delle attività e delle strutture, non solo turistiche, esistenti sul territorio e maggiore collaborazione fra le zone del litorale e quelle dell’entroterra.

Il professor Lorenzo Succi

Il Prof. Lorenzo Succi ha posto in evidenza la cultura e il patrimonio globale dell’Emilia-Romagna nel contesto storico mondiale, citando la legge Romana Plauzia-Papiria che concedeva, nell’89 a.C., la cittadinanza romana alle colonie di Rimini, Bologna e Piacenza. Venne così creata l’inclusione delle popolazioni lungo l’asse di quella via Emilia la quale, attualmente, è un naturale percorso che accomuna persone con differenti radici etniche, storiche e culturali, che hanno conservato quelle abitudini e tradizioni, oggi richieste da un turismo sempre più globalizzato. Il turismo di oggi si avvale di mezzi comunicazione rapidi e immediati che tramite sistemi informatici e vari motori di ricerca, capaci di fornire le informazioni che interessano l’utente (reti internet) in tempo reale. A livello organizzativo sono state create le OTA (Online Travel Agency) che consentono di conoscere e prenotare i vari servizi (viaggio, hotel, visite, trattenimenti, musei) dando origine al mercato del digital travel, in fase di forte crescita e consente ai titolari dei vari esercizi di pubblicizzare le loro attività. Il sistema turistico romagnolo, caratterizzato dal litorale del mare Adriatico, quindi da un turismo balneare stagionale, è in fase di forte cambiamento a causa delle mutate esigenze dei turisti orientati al concetto di benessere, curiosità ed esperienze personali diversificate. Ad esempio sono nati i Bike Hotel (in Germania hanno un giro di affari di 8 miliardi di €), il richiamo turistico della Vald’Orcia, il Bosco del Respiro di Fai della Paganella (Forest Bathing: bagno nel bosco dei giapponesi) per cui in conclusione anche il Prof. Succi suggerisce la valorizzazione delle aree del nostro appennino e dell’entroterra romagnolo, incluse le aree umide del Delta del Po, che rappresentano un patrimonio di storia, tradizione e cultura per l’intera Umanità.

Si è poi aperta una concreta e vivace discussione sul futuro e sulle problematiche del turismo nell’Area Vasta Romagnola con gli interventi dei Tribuni: Settimio, Morelli, Rivola, Pirazzoli, Piscaglia, Magnani e Altri, che hanno evidenziato le molte attività in atto, soprattutto nei Comuni della Alta Valmarecchia, che lamentano un limitato coordinamento con il turismo del litorale Adriatico. Nel complesso sono state evidenziate le numerose iniziative prese da Associazioni, Enti Pubblici e Privati, Pro Loco, che riguardano musei, sentieri e aree boschive, piste ciclabili, eventi e sagre tradizionali, feste, come quella del baratto a Modigliana o in occasione della raccolta dei prodotti tipici dei vari territori. Sono state evidenziate le difficoltà incontrate nella gestione del “Treno di Dante” da Ravenna a Firenze (Poeti che viaggiano) e la mancanza di progetti strutturati legati al  cicloturismo e all’ ambiente naturale  (es. sentieri appenninici) che oggi hanno un forte richiamo turistico. Inoltre il Dr. Piscaglia ha ricordato la leggenda di Bambi, il magico cerbiatto dell’omonimo film,  che è  raccontata da Fabio Tombari nel suo “Libro degli Animali” ed è  la storia di un cerbiatto rimasto orfano nel Bosco della Mesola (Fe) e  non, come descritto nel romanzo dello scrittore di origine ungherese, Felix Salten (pseudonimo di Siegmund Salzman) intitolato Bambi: la vita di un capriolo.  Bambi era un cervo e non un capriolo per cui ci sarebbe il motivo per indagare e chiarire l’origine di questa favola. In conclusione della Tornata credo siano emerse interessanti considerazioni sul futuro delle attività turistiche della Romagna, al fine di riconsiderare le linee progettuali in essere e avviare azioni comuni, concordate fra tutti gli operatori pubblici e privati, i quali devono valutare e promuovere le realtà paesaggistiche, sociali, storiche del territorio Romagna. Le aree balneari dovrebbero integrarsi e compensarsi con le zone appenniniche, di pianura o umide, creare dei percorsi turistici in grado di dare risposte attraenti a turisti informati, selettivi, curiosi e sempre più attenti al benessere e all’ambiente. Lo sviluppo di un territorio composito come quello romagnolo, non può avvenire con interventi frammentati, con scarse risorse umane e finanziarie, ma va cercato con una valida capacità progettuale, in grado di accedere ai bandi, regionali, nazionali e comunitari,per conseguire  i fondi necessari al fine di  dare continuità alle attività di sviluppo intraprese. Il Tribunato potrebbe accompagnare le azioni di sviluppo del territorio Romagnolo cercando di attenuare quello spirito di “campanile” ancora vivo in un mondo globalizzato. Voglio chiudere con quanto ho detto al telefono con Giordano, nostro Primo Tribuno ” Burdèl é sel ad Ziria l’è bon mo bsògna avè neca caicuèl da salér e da cundir”. La giornata si è conclusa con la grande ospitalità del Tribuno Antonacci, presso il suo Agriturismo, con una fornitura di stupende tagliatelle e ottime pietanze. Grazie. 

Bruno Marangoni


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